Georgia on my mind

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Lasciati i monti dell’Anatolia, eccoci arrivati sulle rive del Mar Nero, in coda all’incasinatissima dogana turco-georgiana. L’obiettivo è quello di iniziare, poco dopo la frontiera, a far pedalare Nico, in modo da permettergli di macinare un altro po’ di chilometri.
Obiettivo parzialmente mancato: la Georgia è un paese piuttosto stupefacente, con panorami verdissimi, castelli, chiese, montagne e canyon vertiginosi. Un paesaggio naturale splendido, ma in una nazione che per molti aspetti sembra essersi fermata all’epoca della cortina di ferro; in particolare per quanto riguarda le strade. Quello che era segnata sulle mappe come strada nazionale, che collega il confine con la capitale, è in realtà una pista sterrata con guadi, tratti franosi a strapiombo e buche grandi come crateri; impegnativa da pedalare in sella a una mountain bike, impossibile per Nico in sella alla sua bici da corsa. E anche in auto, la massima velocità sostenibile sono i 30 km/h, il che ci ha costretto a una tirata di oltre 12 ore di viaggio.

Molto meglio è andata oggi, nel nostro secondo giorno di Georgia, in cui Nico ha raggiunto in bici il paese di Kazbegi con una pedalata di 160 km, scalando un passo a 2400 metri di quota.

Ci voleva proprio, perché in generale questo “allenamento on the road” si è scoperto essere molto più difficoltoso del previsto: strade dissestate che impediscono di pedalare, branchi di cani randagi (moltissimi) che rendono difficile e pericoloso correre… Insomma, la preparazione di Nico procede un po’ a singhiozzo.

Ma il morale è alto, e la Russia – e l’Elbrus – sono a pochi chilometri. Domani, una volta superata la frontiera, il team prenderà strade separate: Nico, Massimo e Monica, con Ago e Ipe, punteranno direttamente ad Azau, alla base dell’Elbrus, per incominciare ad acclimatarsi alla quota, mentre Luca, Stefano e Simona faranno rotta verso il mar Caspio per i sopralluoghi necessari alla parte ciclistica della prestazione. Ci ricongiungeremo tra un paio di giorni. Intanto iniziamo a tenere d’occhio il meteo… e a incrociare le dita!

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