Una tranquilla giornata di adrenalina

imageAll’apparenza, quella che abbiamo passato ieri (giovedì 23) nel nostro albergo di Azau è stata una giornata rilassata, dai ritmi lenti e all’insegna di mille piccole attività tranquille: una gita in funivia con una breve passeggiata fino ai “barrels” (lo spettacolare e ipertecnologico rifugio costruito a quota 3900 da un’azienda italiana: una meraviglia gestita purtroppo dal più ottuso e ostile rifugista russo che si possa immaginare), la messa a punto della bici di Nico, la ricarica di tutte le apparecchiature (telefoni, ricetrasmittenti, computer, videocamere…), i trattamenti osteopatici di Luca alla schiena di Nico e al ginocchio malandato di Alberto, un po’ di chiacchiere intorno alla tavola. Vista dall’esterno, una pigra giornata da turisti.
In realtà, quello che stiamo vivendo è un tempo sospeso, povero di eventi ma carico di adrenalina: quei momenti che precedono il “via”, e che in questo progetto dalle dimensioni extra large si dilatano fino a diventare intere giornate. Non che si respiri tensione, nell’aria: il gruppo, che già funzionava bene fin dai primi giorni, con il passare del tempo si è fatto ancor più affiatato, e l’atmosfera è quella che caratterizza un po’ tutte le esperienze di Nico: allegria, divertimento, voglia di non prendersi troppo sul serio.
Ma l’adrenalina si sente, e non potrebbe essere diversamente, dal momento che la “macchina” di From Zero To Elbrus sta entrando sotto pressione: Nico è in ottima forma, il morale è alto, ma il progetto, che già sapevamo essere particolarmente impegnativo, si sta rivelando ancor più ricco di difficoltà e di incognite difficili da gestire.
Da un lato, infatti, ci sono le pure caratteristiche tecniche della prestazione: una non stop di 500 km in bicicletta, da zero (anzi, da -26) a 2400 metri di altitudine, concatenata alla salita a piedi sulla cima del monte Elbrus, a 5642 metri di quota. In altri termini, come arrampicarsi su una montagna parecchio più alta del monte Bianco, subito dopo aver pedalato tutto di fila da Borgomanero a Roma.
Ma questa, tutto sommato, è la parte che già conoscevamo e avevamo messo in conto; quelli che si sono aggiunti, in questi ultimi giorni, sono una serie di fattori “locali” che potrebbero condizionare la prestazione (in aggiunta, ovviamente, al meteo, che per il momento sembra tenere, ma che ad alta quota è sempre un’incognita). La strada, innanzitutto, che per la maggior parte – circa 400 km – è un lungo nastro dritto e privo di stimoli, con temperature intorno ai 40 gradi; a cui si aggiunge la totale anarchia dei guidatori russi, imprudenti ai limiti della follia e amanti dei sorpassi impossibili; senza contare le mucche, che in questo strano paese, chissà perché, preferiscono pascolare sull’asfalto anziché sull’erba e che spesso costringono a frenate e ad acrobatici slalom tra musi, corna, code e pozze fumanti. E poi, c’è l’incognita dei posti di blocco, che magari vi racconteremo meglio tra qualche giorno, insieme ad altre nostre impressioni sulla Russia; per il momento basti dire che sono pressoché continui (ogni 30/40 km), che i poliziotti russi hanno una predilezione per i veicoli stranieri e che non brillano per simpatia né per collaboratività: possono tenervi fermi anche per ore, se ritengono necessario esaminare i minimi dettagli dei timbri sul vostro passaporto.
Anche questa volta, insomma, ci siamo resi conto che Nico ha alzato l’asticella: e questo From Zero To si preannuncia come una prestazione ancor più difficile è impegnativa delle precedenti.
Questa mattina Nico, Luca, Stefano e Simona si metteranno in marcia per il Mar Caspio, per ripartire poi, con Nico in sella alla sua Cannondale, alle 4.30 di sabato mattina (ora locale); nel frattempo, Alberto e Massimo saliranno di nuovo sull’Elbrus, per migliorare l’abitudine alla quota e prendere confidenza con il percorso. Monica, con Ago e Ipe, resterà a gestire il campo base di Azau, dove (intorno all’una della notte tra sabato e domenica, se tutto va secondo i programmi) avverrà il passaggio dalla parte ciclistica a quella alpinistica.
Appuntamento ai prossimi aggiornamenti, quindi; per il momento, torniamo al nostro stato di quiete apparente….

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